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Il Geometra Mangoni summer tour L’Anticiclone delle Azzorre Live

Dopo la vittoria dell’1MNext, il contest del Concertone del 1 Maggio, riprende il tour “aumentato” del Geometra Mangoni. Le date estive sono partite da Mantova il 18 giugno (Festa della Musica), e toccheranno a luglio la Toscana (Serravalle Pistoiese, 1 luglio), il Veneto (Rosalina Mare, 14 luglio), la Liguria (Finale Ligure, 28 luglio) e terminare al MEI di Faenza il 25 settembre.

Cuore del live sarà “L’Anticiclone delle Azzorre”, album uscito il 12 ottobre 2015 per Qui Base Luna (QBL), l’ecosistema musicale che ha dato alle stampe l’ultimo, acclamato album di Cristina Donà (Così Vicini). Il Live (+) sarà “aumentato”, ovvero verranno utilizzati sensori di spazialità e strumenti modificati che interagiranno con la performance, trasformando l’artista in strumento. In particolare, Il Geometra suonerà in esclusiva una Noah+, chitarra “aumentata” da sensori e trattamenti digitali del suono, nata da un’idea di Tommaso Rosati, membro della band, e sviluppata in collaborazione con Noah guitars.

Da non cercare alla voce emergenti, Il Geometra Mangoni, al secolo Maurizio Mangoni, artista toscano, già voce e chitarra dei MURIéL, vincitore nel 2011 del premio “Ernesto De Pascale”, con all’attivo collaborazioni importanti (Paolo Benvegnù, Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione e Serena Altavilla dei Blue Willa e Mariposa, tra gli altri), trasferendo così per la prima volta in ambito musicale il concetto più ampio di realtà aumentata.

L’Anticiclone delle Azzorre, coprodotto da Maurizio Mangoni con Stefano Castagna (Ritmo&Blu Studio) e Saverio Lanza (per il brano “Un altro inverno”), è stato anticipato dal singolo “Un altro inverno”, il cui video ha superato le 3.700 visualizzazioni su YouTube. Le nove tracce che compongono l’album parlano d’amore, pur non essendo canzoni d’amore. È un diario minimo questo “Anticiclone”, fatto di storie normali, difficili, meravigliose: un disco pensato, scritto e suonato in un’epoca di passaggio che però non passa mai. Sonorità atipiche che guardano al nord Europa (Apparat, Efterklang, Notwist) si fondono a una scrittura sottile che traccia un ponte tra la poesia lieve di cantautori come Sergio Endrigo e Bruno Lauzi, e la contemporaneità.

Da “La danza della formica”, brano che racconta la necessità di uscire dalla massa, dal distinguersi per salvarsi, il Geometra Mangoni tocca temi grandi, pur rimanendo nella quotidianità del racconto: l’incertezza della sua generazione (“È tutto qui”), la possibilità di guardare avanti (“Ci lasceremo”), la trappola del conformismo (“Fra giorni e poesia”).

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